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Auto elettrica: autonomia reale, costi di ricarica e manutenzione

Le due domande che tutti fanno sono sempre le stesse: quanto va e quanto costa riempirla. Le risposte serie richiedono qualche distinzione in più.

MOBILITÀ ELETTRICA / GUIDA
Illustrazione dell'autonomia e della ricarica di un'auto elettricaAI
Immagine generata con AI · Autonomia dichiarata e autonomia reale sono due numeri diversi.

L'autonomia di un'auto elettrica e il prezzo di una ricarica sono le due domande che arrivano per prime, e meritano una risposta con qualche distinzione dentro. L'auto elettrica ha smesso da qualche anno di essere una curiosità tecnologica ed è diventata un acquisto ordinario, con le domande ordinarie che ne conseguono. Questa pagina risponde alle tre che ricorrono di più - autonomia, costo della ricarica e manutenzione - senza entrare nel confronto fra modelli, che invecchia in pochi mesi.

Autonomia reale rispetto al dato dichiaratoPercentuale del valore WLTP ottenuta in ciascuna condizioneAUTONOMIA REALE RISPETTO AL DATO DICHIARATOCittà, clima mite102%frenata rigenerativaStatale, 90 km/h90%Inverno, sotto i 5 °C78%riscaldamentoAutostrada, 130 km/h68%resistenza dell'ariaPERCENTUALE DEL VALORE WLTP OTTENUTA IN CIASCUNA CONDIZIONEAutonomia reale rispetto al dato dichiaratoPercentuale del valore WLTP ottenuta in ciascuna condizioneAUTONOMIA REALE RISPETTO ALDATO DICHIARATOCittà, clima mite102%frenata rigenerativaStatale, 90 km/h90%Inverno, sotto i 5 °C78%riscaldamentoAutostrada, 130 km/h68%resistenza dell'ariaPERCENTUALE DEL VALORE WLTP OTTENUTA INCIASCUNA CONDIZIONE
L'auto elettrica si comporta al contrario di un motore termico: rende in città e perde in autostrada, dove la resistenza aerodinamica cresce con il quadrato della velocità.

Auto elettrica: l'autonomia dichiarata e quella reale

L'autonomia in scheda tecnica deriva da un ciclo di prova standardizzato, il WLTP, che è più severo del precedente ma resta una prova di laboratorio. Nell'uso quotidiano la percorrenza effettiva si colloca in genere fra il settanta e il novanta per cento del dato dichiarato, e la variabile che pesa di più non è la velocità media ma la temperatura.

L'autonomia di un'auto elettrica dipende quindi più dalle condizioni che dalla scheda tecnica, e chi la misura su un solo viaggio arriva quasi sempre a una conclusione sbagliata.

Il comportamento è l'opposto di quello di un motore termico. In città un'auto elettrica consuma poco, perché recupera energia in frenata e non spreca nulla da ferma; in autostrada a centotrenta consuma molto, perché la resistenza aerodinamica cresce con il quadrato della velocità e non c'è recupero. Chi fa molti chilometri autostradali ottiene meno di quanto la scheda promette; chi si muove in città ottiene spesso di più.

Ordini di grandezza rispetto all'autonomia WLTP dichiarata. Sono indicazioni generali: il dato preciso dipende dal modello, dagli pneumatici e dallo stile di guida.
CondizioneEffetto sull'autonomiaOrdine di grandezza
Città, clima miteFavorevole, grazie alla frenata rigenerativadal 95% al 110% del dato dichiarato
Statale, 90 km/hVicino al riferimentodall'85% al 95%
Autostrada, 130 km/hSfavorevole per la resistenza dell'ariadal 60% al 75%
Inverno, sotto i 5 °CRiscaldamento e batteria freddadal 70% all'85%
Percorso di montagnaSalita penalizzante, discesa in recuperomolto variabile, spesso in pareggio sull'intero giro

Quanto costa una ricarica

Il costo di una ricarica dipende quasi solo da dove si fa. A casa si paga il prezzo dell'energia domestica; in colonnina pubblica si paga una tariffa al kilowattora che include il servizio, e nelle stazioni rapide in corrente continua la tariffa è sensibilmente più alta.

L'autonomia di un'auto elettrica e il costo di una ricarica sono le due facce dello stesso dato: la prima dice quanto lontano si arriva, il secondo quanto costa tornarci.

Il calcolo è lineare e vale la pena farlo una volta. Si moltiplica la capacità utile della batteria, in kilowattora, per il prezzo dell'energia. Una batteria da cinquanta kilowattora ricaricata interamente a un prezzo domestico di 0,25 euro al kilowattora costa dodici euro e cinquanta; la stessa ricarica a una tariffa pubblica in corrente continua di 0,79 euro arriva a trentanove euro e cinquanta. La differenza spiega perché la presa di casa decide quasi da sola la convenienza dell'elettrico.

Il dato che conta è il consumo, non la capacità

Per confrontare due modelli serve il consumo in kilowattora per cento chilometri, non la dimensione della batteria. Una vettura efficiente da quattordici kilowattora per cento chilometri con una batteria piccola può costare meno per chilometro di una vettura da venti con una batteria grande.

Costi di manutenzione: cosa sparisce e cosa resta

Sulla manutenzione l'elettrico ha un vantaggio strutturale: non ci sono olio motore, filtri, candele, cinghia di distribuzione, frizione né scarico. Restano invece filtro abitacolo, liquido freni, pneumatici, sospensioni e il circuito di raffreddamento della batteria.

Due voci si comportano in modo controintuitivo. I freni durano molto di più, perché il rallentamento avviene in gran parte per recupero, al punto che il problema tipico diventa l'ossidazione dei dischi poco usati. Gli pneumatici invece durano meno, perché il peso maggiore e la coppia immediata li stressano di più: conviene metterlo in conto fra i costi ricorrenti.

La batteria, che è la preoccupazione più diffusa, è coperta da garanzie specifiche che in genere si estendono a otto anni o a un chilometraggio definito, con una soglia minima di capacità residua garantita. È una clausola che vale la pena leggere prima dell'acquisto, perché la soglia non è uguale per tutti i costruttori.

Il connettore di ricarica inserito nella presa di un'auto elettrica
La presa domestica, non la capacità della batteria, decide quasi da sola la convenienza dell'elettrico. Foto: Pamsimhaho, CC0, via Wikimedia Commons.

Chi vuole provare la trazione elettrica senza acquistarla trova nel car sharing elettrico la strada più rapida; la storia di questa tecnologia, più lunga di quanto si creda, è in storia dell'auto elettrica.

Domande frequenti

Quanto dura la batteria di un'auto elettrica?

Le garanzie dei costruttori si attestano in genere intorno agli otto anni o a un chilometraggio definito, con una capacità residua minima garantita. I dati di flotta raccolti finora indicano un decadimento più lento di quanto si temesse all'inizio della diffusione.

Conviene ricaricare sempre al cento per cento?

Per l'uso quotidiano quasi tutti i costruttori consigliano di fermarsi fra l'ottanta e il novanta per cento, riservando la carica piena ai viaggi lunghi. La parte finale della ricarica è anche la più lenta, quindi in colonnina rapida conviene comunque ripartire prima.

Serve un impianto speciale per ricaricare a casa?

Con una presa domestica si ricarica, ma lentamente e con limiti di sicurezza. Una stazione domestica dedicata richiede una verifica dell'impianto e, in condominio, una comunicazione all'amministratore secondo le regole condominiali vigenti.

Un'auto elettrica si può lavare normalmente?

Sì, compresi gli impianti automatici. I componenti ad alta tensione sono isolati e i connettori sono progettati per resistere all'acqua; la sola accortezza è non lavare durante una ricarica in corso.

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