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Storia dell'auto elettrica: dal record del 1899 al ritorno di oggi

Nel 1900 un'automobile su tre negli Stati Uniti era elettrica. La storia di come sia diventata un'eccezione spiega molto del presente.

STORIA / ELETTRICO
Illustrazione di una vettura elettrica da record di inizio NovecentoAI
Immagine generata con AI · L'elettrico ha superato i cento all'ora prima del motore a scoppio.

Si tende a raccontare l'auto elettrica come un'invenzione recente, e non lo è. È più vecchia dell'auto a benzina nelle sue prime forme funzionanti, e ha perso una gara commerciale che sembrava vinta. Ripercorrere quel passaggio serve a capire perché il ritorno sia stato così lento.

Ascesa, eclissi e ritorno della trazione elettricaLe date che hanno deciso il destino dell'auto a batteriaASCESA, ECLISSI E RITORNO DELLA TRAZIONE ELETTRICA1859Batteria alpiombo di Planté1881Accumulatore diFaure1899Jamais Contenteoltre i 100 km/h1908Ford modello T1912Motorino diavviamento1991Celle agli ionidi litio1997Prima ibrida diserieLE DATE CHE HANNO DECISO IL DESTINO DELL'AUTO A BATTERIAAscesa, eclissi e ritorno della trazione elettricaLe date che hanno deciso il destino dell'auto a batteriaASCESA, ECLISSI E RITORNODELLA TRAZIONE ELETTRICA1859Batteria al piombo di Planté1881Accumulatore di Faure1899Jamais Contente oltre i 100km/h1908Ford modello T1912Motorino di avviamento1991Celle agli ioni di litio1997Prima ibrida di serieLE DATE CHE HANNO DECISO IL DESTINODELL'AUTO A BATTERIA
Fra il primato di velocità del 1899 e il ritorno dell'elettrico passano quasi cent'anni. A chiudere la prima stagione non fu un limite tecnico ma il prezzo dell'alternativa.

L'Ottocento: la trazione a batteria arriva prima

I primi veicoli elettrici funzionanti compaiono negli anni Trenta dell'Ottocento, come carrozze sperimentali alimentate da pile non ricaricabili. La svolta tecnica arriva nel 1859 con la batteria al piombo di Gaston Planté e con i perfezionamenti di Camille Faure vent'anni dopo: da quel momento un veicolo elettrico può essere ricaricato invece che rialimentato.

Alla fine del secolo le automobili elettriche sono un prodotto maturo per il contesto urbano. Non hanno manovella da girare, non producono fumo né rumore, non richiedono cambio marce. Nelle città americane ed europee circolano come vetture da città e come taxi, e una parte significativa della clientela è femminile proprio per la semplicità d'uso.

Il record del 1899 e il culmine del modello

Il 29 aprile 1899, a Achères vicino a Parigi, il belga Camille Jenatzy supera per primo i cento chilometri orari con un veicolo terrestre. La vettura si chiama La Jamais Contente, ha una carrozzeria affusolata in lega di alluminio e magnesio ed è elettrica. Il primato resta all'elettrico per qualche anno.

Sono gli stessi anni in cui, in Italia, si costruiscono i primi veicoli a batteria per servizi urbani e in cui a New York una flotta di taxi elettrici arriva a contare diverse centinaia di vetture, con un sistema di sostituzione rapida delle batterie che anticipa di un secolo idee riproposte molto più tardi.

Le date che segnano l'ascesa, l'eclissi e il ritorno della trazione elettrica.
AnnoFattoPerché conta
1859Gaston Planté realizza la batteria al piomboRende possibile la ricarica invece della sostituzione
1881Camille Faure migliora l'accumulatoreAumenta capacità e vita utile, apre l'uso pratico
1899La Jamais Contente supera i 100 km/hIl primato di velocità è elettrico
1908Ford avvia la produzione del modello TIl prezzo dell'auto termica crolla
1912Si diffonde il motorino di avviamento elettricoSparisce il principale svantaggio del motore a scoppio
1997Arriva la prima ibrida di grande serieLa trazione elettrica rientra dal mercato di massa

L'eclissi: tre colpi in vent'anni

Il declino non ha una causa sola. Il primo colpo è il prezzo: la catena di montaggio di Ford porta un'automobile a benzina a costare una frazione di una elettrica. Il secondo è il motorino di avviamento elettrico, diffuso dal 1912, che elimina la manovella e con essa il principale argomento a favore dell'elettrico.

Il terzo è la benzina a buon mercato e la rete stradale che si allunga fuori dalle città. Un veicolo con ottanta chilometri di autonomia e sei ore di ricarica va benissimo per andare a teatro e non serve a nulla per attraversare uno Stato. Negli anni Trenta la produzione di automobili elettriche è praticamente cessata, e resta confinata a nicchie: carrelli industriali, veicoli per consegne urbane, in Gran Bretagna i furgoncini del latte.

Il ritorno, e perché è arrivato tardi

Il rientro passa da due fronti. Sul piano normativo, le regole californiane sulle emissioni degli anni Novanta obbligano i costruttori a produrre veicoli a zero emissioni, con esiti alterni e prototipi poi ritirati. Sul piano tecnico, la batteria agli ioni di litio, commercializzata nell'elettronica dal 1991, offre una densità di energia che il piombo non poteva raggiungere.

La convergenza dei due fronti richiede quindici anni. Le vetture ibride di grande serie arrivano alla fine degli anni Novanta, quelle elettriche pure di larga diffusione fra il 2010 e il 2020. Il problema che aveva ucciso l'elettrico nel 1920 - autonomia e tempo di rifornimento - è lo stesso su cui si concentra oggi lo sviluppo, ed è una continuità che dice qualcosa su quanto siano lente certe transizioni.

Per gli aspetti pratici dell'auto a batteria oggi c'è la pagina auto elettrica; per la vicenda dell'automobile nel suo complesso, storia dell'automobile.

Domande frequenti

Qual è stata la prima auto elettrica?

Non esiste un primo esemplare indiscusso. Fra gli anni Trenta e Quaranta dell'Ottocento diversi sperimentatori, fra cui Robert Anderson in Scozia e Thomas Davenport negli Stati Uniti, costruiscono veicoli a trazione elettrica; nessuno di questi è ricaricabile.

Perché l'auto elettrica è sparita per quasi un secolo?

Per tre ragioni concomitanti: il crollo del prezzo delle automobili a benzina con la produzione in serie, l'introduzione del motorino di avviamento che eliminò la manovella, e la disponibilità di carburante a basso costo con una rete di distribuzione capillare.

La Jamais Contente era davvero elettrica?

Sì. Era una vettura a batteria con due motori elettrici, progettata per il solo record di velocità, e nell'aprile 1899 fu il primo veicolo terrestre a superare i cento chilometri orari.

Le batterie di oggi assomigliano a quelle di allora?

Solo nel principio. Gli accumulatori al piombo dell'Ottocento offrivano una densità di energia di un ordine di grandezza inferiore a quella delle celle agli ioni di litio attuali, ed è questa differenza che rende praticabile oggi ciò che allora non lo era.

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