
Il 29 gennaio 1886 Carl Benz registra il brevetto numero 37435 per un veicolo a tre ruote con motore a combustione interna. È il documento che si prende convenzionalmente come atto di nascita dell'automobile, anche se macchine semoventi esistevano da oltre un secolo, a vapore.
La macchina di Benz non vende. A cambiare le cose è un viaggio compiuto nell'agosto del 1888 da Bertha Benz, che senza avvisare il marito percorre con i due figli i centosei chilometri fra Mannheim e Pforzheim, si rifornisce di ligroina in una farmacia, ripara un tubo otturato con uno spillone da cappello e fa registrare il primo viaggio a lunga distanza della storia dell'automobile. È anche la prima campagna pubblicitaria del settore.
Dalla bottega alla catena di montaggio
Per vent'anni l'automobile resta un oggetto artigianale e costosissimo, costruito quasi su misura. Il passaggio avviene negli Stati Uniti: nel 1908 Ford presenta il modello T e nel 1913 introduce la catena di montaggio mobile, riducendo il tempo di assemblaggio di una vettura da oltre dodici ore a circa novanta minuti.
L'effetto sul prezzo è drastico e cambia la natura del prodotto. L'automobile smette di essere un bene di lusso e diventa un mezzo di trasporto, e il cambiamento arriva in Europa con un ritardo che in Italia si misura in decenni.
La motorizzazione italiana
In Italia il fenomeno esplode nel dopoguerra. La Fiat 600 del 1955 e la Nuova 500 del 1957 sono i due modelli che trasformano il Paese: piccole, economiche, costruite per strade strette e redditi modesti. Nel giro di quindici anni il numero di automobili circolanti passa da poche centinaia di migliaia a diversi milioni.
Con le automobili arrivano le autostrade. L'Autostrada del Sole, aperta integralmente nel 1964 fra Milano e Napoli, riduce a una giornata un viaggio che prima ne richiedeva due o tre, e ridisegna la geografia economica della penisola. Il weekend fuori città, le ferie in automobile e la settimana bianca nascono in quegli anni come conseguenze dirette.
| Anno | Tappa | Effetto |
|---|---|---|
| 1886 | Brevetto Benz | Nasce l'automobile a combustione interna |
| 1888 | Il viaggio di Bertha Benz | Prima prova pubblica di affidabilità |
| 1899 | Fondazione della Fiat a Torino | Nasce l'industria automobilistica italiana |
| 1913 | Catena di montaggio mobile | Il prezzo di un'automobile crolla |
| 1955 | Fiat 600 | Comincia la motorizzazione di massa italiana |
| 1964 | Autostrada del Sole completata | La penisola si accorcia |
| 1976 | Prime marmitte catalitiche negli Stati Uniti | L'emissione diventa un vincolo di progetto |
Il secondo mezzo secolo: sicurezza ed emissioni
Dagli anni Settanta in avanti l'automobile cambia meno nella forma e molto nelle regole. La cintura di sicurezza, resa obbligatoria in Italia nel 1988 per i sedili anteriori, l'introduzione dell'airbag, la scocca a deformazione programmata e i sistemi elettronici di controllo della stabilità riducono progressivamente la mortalità per chilometro percorso.
Parallelamente cresce il vincolo ambientale: catalizzatore, filtro antiparticolato, cicli di omologazione sempre più severi. È da questa direzione, più che dalla domanda del mercato, che arriva la spinta che riporta in scena la trazione elettrica un secolo dopo la sua uscita.
Un dato che mette in prospettiva
Nel 1950 in Italia circolavano poco più di trecentomila autovetture. Trent'anni dopo erano oltre diciassette milioni. Nessun altro bene di consumo durevole ha avuto una diffusione altrettanto rapida nello stesso arco di tempo.

Che cosa ha cambiato l'automobile fuori dalla strada
L'effetto più profondo della motorizzazione non riguarda i trasporti ma la forma delle città. Il presupposto che ogni famiglia avesse un'automobile ha reso possibili quartieri a bassa densità lontani dai servizi, centri commerciali raggiungibili solo su gomma e capannoni lungo le circonvallazioni. Una parte consistente del paesaggio italiano contemporaneo è la conseguenza fisica di quella assunzione.
Il secondo effetto riguarda il tempo. La distanza ha smesso di misurarsi in chilometri e ha cominciato a misurarsi in minuti, e questo ha ridisegnato i bacini di lavoro, di scuola e di cura. Il pendolarismo quotidiano su distanze che a piedi richiederebbero una giornata è un'invenzione recentissima, e dipende interamente dalla disponibilità di un mezzo privato veloce.
Il ramo elettrico di questa storia, che corre parallelo fin dall'inizio, è raccontato in storia dell'auto elettrica.
Domande frequenti
Chi ha inventato l'automobile?
Il brevetto del 1886 di Carl Benz è il riferimento convenzionale per l'automobile a combustione interna. Prima di lui Nicolas-Joseph Cugnot aveva costruito nel 1769 un carro a vapore semovente, e diversi inventori lavoravano in parallelo negli stessi anni.
Qual è stata la prima automobile italiana?
Fra i primi veicoli costruiti in Italia si cita di solito la vettura di Enrico Bernardi realizzata a Verona alla fine dell'Ottocento. La produzione industriale comincia con la fondazione della Fiat a Torino nel 1899.
Quando sono diventate obbligatorie le cinture in Italia?
L'obbligo per i sedili anteriori è entrato in vigore nel 1988; quello per i sedili posteriori è arrivato negli anni successivi. L'effetto sulla mortalità è stato misurabile fin dai primi anni di applicazione.
Perché l'auto a vapore non si è affermata?
Richiedeva tempi di accensione lunghi, manutenzione frequente della caldaia e rifornimenti d'acqua. Il motore a combustione interna offriva avviamento più rapido e autonomia maggiore a parità di ingombro.