Vai al contenuto
ADDUMA/CARPiù strade alla tua vita

Home › Il sistema di car sharing

Il sistema dietro al car sharing: flotta, riposizionamento e costi

Dal lato dell'utente il car sharing è un'applicazione. Dal lato di chi lo gestisce è un problema di logistica con margini sottilissimi.

ANALISI / IL SISTEMA
Illustrazione del riposizionamento di una flotta di veicoli condivisiAI
Immagine generata con AI · Una flotta non sta ferma: il riposizionamento è il costo che non si vede.

Ogni tanto un servizio di mobilità condivisa annuncia la chiusura in una città e la notizia sorprende, perché i mezzi si vedevano in giro e sembravano usati. La spiegazione quasi sempre non sta nella domanda ma nella struttura dei costi, e capirla aiuta anche a scegliere un servizio a cui affidarsi.

Come si compone il costo di una flotta urbanaOrdine di grandezza delle voci - le prime tre corrono anche a veicoli fermiCOME SI COMPONE IL COSTO DI UNA FLOTTA URBANA38%Ammortamento24%Riposizionamento22%Assicurazione e sosta16%Pulizia e manutenzioneORDINE DI GRANDEZZA DELLE VOCI - LE PRIME TRE CORRONO ANCHE A VEICOLI FERMICome si compone il costo di una flotta urbanaOrdine di grandezza delle voci - le prime tre corrono anche a veicoli fermiCOME SI COMPONE IL COSTO DIUNA FLOTTA URBANAAmmortamento38%Riposizionamento24%Assicurazione e sosta22%Pulizia e manutenzione16%ORDINE DI GRANDEZZA DELLE VOCI - LE PRIMETRE CORRONO ANCHE A VEICOLI FERMI
Il riposizionamento è la sola voce davvero variabile, ed è quella che affonda i servizi sottodimensionati: una flotta troppo diradata la fa crescere senza portare corse.

Come si dimensiona una flotta

Il numero di veicoli non si ricava dalla popolazione ma dalla densità necessaria a garantire la regola dei dieci minuti a piedi dentro l'area operativa. Ne consegue una conclusione contro-intuitiva: un'area più piccola con molti veicoli funziona meglio di un'area vasta con pochi. Gli operatori che hanno provato a coprire l'intera città con una flotta modesta hanno ottenuto tempi di avvicinamento troppo lunghi e un abbandono rapido degli utenti.

L'indicatore che conta è il tasso di utilizzo: quante ore al giorno un veicolo è in corsa. Un mezzo urbano che lavora meno di un'ora e mezza al giorno non ripaga ammortamento, assicurazione, sosta e manutenzione. Sopra le tre ore il conto cambia natura.

Il riposizionamento, la voce che pesa di più

Una flotta free floating si sbilancia ogni giorno perché la città si muove in una direzione la mattina e nell'altra la sera. Riportare i veicoli dove serviranno richiede personale, mezzi di servizio e tempo, ed è il costo variabile più pesante dopo l'ammortamento.

Le contromisure sono due. La prima è tariffaria: sconti o minuti gratuiti a chi porta un veicolo verso una zona scoperta, cioè spostare il lavoro sugli utenti pagandolo meno di quanto costerebbe farlo fare a una squadra. La seconda è la previsione, cioè usare i dati storici per anticipare dove servirà la capacità. Nessuna delle due risolve il problema, entrambe lo attenuano.

La struttura di costo tipica di un servizio urbano. Le prime tre voci corrono anche quando i veicoli sono fermi: è questo che rende critico il tasso di utilizzo.
Voce di costoNaturaEffetto sul servizio
Ammortamento della flottaFissoSpinge a tenere i mezzi in strada il più possibile
AssicurazioneFissoCresce con la sinistrosità dell'area urbana
Sosta e permessiFisso, negoziato con il ComuneDetermina se l'area operativa è sostenibile
RiposizionamentoVariabileÈ la voce che affonda i servizi sottodimensionati
Pulizia e manutenzioneVariabileIncide sulla reputazione più che sul bilancio

Perché i servizi chiudono

Le chiusure che hanno riguardato diverse città italiane negli ultimi anni seguono uno schema riconoscibile. Il servizio parte con un'area ampia e una flotta sufficiente, sostenuta da un investimento iniziale. Quando l'investimento si esaurisce l'operatore riduce la flotta per contenere i costi fissi, la densità scende sotto la soglia utile, i tempi di avvicinamento si allungano, gli utenti abituali smettono, il tasso di utilizzo cala ancora.

È una spirale, e il segnale precoce è sempre lo stesso: la riduzione dell'area operativa. Chi vede il proprio quartiere uscire dalla mappa sta guardando l'anticipo di una chiusura, non un aggiustamento tecnico.

Un criterio per scegliere

Fra due servizi attivi nella stessa città, quello con l'area più piccola e la flotta più fitta è statisticamente più solido di quello con l'area più ampia e i mezzi diradati, anche se il secondo sembra più generoso.

Che cosa resta agli utenti quando un servizio si ritira

Il ritiro di un operatore da una città lascia due effetti misurabili. Il primo è immediato: la flotta residua degli altri operatori assorbe una domanda che non era dimensionata per lei, e la disponibilità peggiora per qualche settimana prima di riassestarsi. Il secondo è più lento e riguarda la fiducia: dopo due chiusure in pochi anni una parte degli utenti torna all'auto privata e non rientra più.

Per questo il confronto fra servizi non dovrebbe fermarsi al listino. La dimensione dell'area, la densità dei mezzi e la presenza di una convenzione stabile con l'amministrazione comunale dicono di più sulla probabilità che il servizio esista ancora fra due anni di quanto dica la tariffa al minuto.

Per il punto di vista dell'utente restano le pagine car sharing e servizi.

Domande frequenti

Perché a volte non ci sono auto nel mio quartiere?

Perché la flotta segue i flussi della città: si concentra dove finiscono le corse, non dove iniziano. La mattina i quartieri residenziali si svuotano e il riequilibrio avviene nelle ore centrali, quando le squadre riportano i mezzi.

Che cos'è il tasso di utilizzo?

È il tempo in cui un veicolo è effettivamente in corsa rispetto al tempo disponibile. È l'indicatore con cui si misura la salute di un servizio: sotto una certa soglia i costi fissi non vengono coperti.

I servizi comunali sono più stabili di quelli privati?

Non per natura, ma spesso hanno una struttura di costo diversa: flotta più piccola, postazioni fisse e sosta garantita da convenzione. Questo li rende meno esposti al riposizionamento, che è la voce più volatile.

Cosa succede ai crediti residui se un servizio chiude?

Le condizioni contrattuali prevedono in genere il rimborso del credito non utilizzato entro un termine indicato nel regolamento. Conviene leggere quella clausola prima di ricaricare somme consistenti.

La tua prossima strada parte da qui.

Esplora le guide