
Le scommesse sportive hanno una matematica più trasparente di quella dei giochi a estrazione, perché il margine è ricavabile dalle quote pubblicate. Bastano due operazioni e nessuno strumento particolare.
Che cosa esprime una quota
Una quota in formato decimale indica quanto si riceve per ogni unità puntata, vincita compresa. Una quota di 2,00 restituisce due volte la posta; una quota di 1,50 la restituisce una volta e mezza. Il reciproco della quota è la probabilità implicita che il bookmaker attribuisce all'evento: uno diviso 2,00 dà 50 per cento.
Il passaggio interessante arriva sommando le probabilità implicite di tutti gli esiti possibili. Se l'esposizione fosse neutra, la somma darebbe cento. Nella pratica dà sempre più di cento, e l'eccedenza è il margine.
Dove si nasconde il margine
Su un incontro con tre esiti quotati 2,10, 3,40 e 3,60 le probabilità implicite sono circa 47,6, 29,4 e 27,8 per cento. La somma è 104,8: l'eccedenza di 4,8 punti è il margine del bookmaker su quell'evento. È un valore che si può calcolare su qualunque mercato e confrontare fra operatori.
Il margine non è uniforme. Tende a essere più basso sui mercati principali di eventi molto seguiti, dove la concorrenza è forte, e molto più alto sui mercati secondari, sulle marcature e sulle competizioni minori. È la ragione per cui confrontare due operatori solo sulla quota della squadra favorita dice poco.
| Formato della quota | Esempio | Probabilità implicita | Ritorno su 10 € |
|---|---|---|---|
| Decimale | 2,00 | 50,0% | 20,00 € |
| Decimale | 1,50 | 66,7% | 15,00 € |
| Decimale | 3,40 | 29,4% | 34,00 € |
| Decimale | 5,00 | 20,0% | 50,00 € |
| Decimale | 10,00 | 10,0% | 100,00 € |
Perché le multiple moltiplicano il margine
In una scommessa multipla le quote si moltiplicano fra loro, e con esse si moltiplicano i margini. Con un margine del cinque per cento per evento, una multipla da cinque eventi porta il margine complessivo a circa il ventitré per cento: è la ragione per cui le multiple sono il prodotto più promosso e il meno conveniente.
Lo stesso vale per i sistemi e per le combinazioni automatiche proposte in evidenza. Il numero di eventi non cambia la natura dell'operazione, cambia la velocità con cui il margine si accumula.
Un calcolo che si fa in dieci secondi
Si sommano i reciproci di tutte le quote di un mercato. Il risultato meno uno, in percentuale, è il margine. Un mercato al 104 è competitivo, uno al 112 molto meno, e la differenza incide su ogni singola giocata.
Il quadro normativo
Anche per le scommesse vale quanto detto per il resto del settore: in Italia l'attività è riservata ai concessionari dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, l'età minima è diciotto anni e l'apertura di un conto richiede la verifica documentale dell'identità. L'elenco dei soggetti autorizzati è pubblico.
Una precisazione sulle piattaforme di previsione, i cosiddetti mercati predittivi: non rientrano fra i soggetti autorizzati e l'agenzia le considera gioco non autorizzato. Non sono un'alternativa regolata alle scommesse.
Domande frequenti
Come si calcola la probabilità implicita di una quota?
Dividendo uno per la quota decimale. Una quota di 4,00 corrisponde a una probabilità implicita del 25 per cento, margine del bookmaker incluso.
Che cos'è il margine del bookmaker?
L'eccedenza rispetto a cento della somma delle probabilità implicite di tutti gli esiti di un mercato. Rappresenta la quota trattenuta strutturalmente dall'operatore.
Le multiple convengono?
Dal punto di vista del valore atteso no: il margine si compone evento per evento, quindi cresce rapidamente con il numero di selezioni. Aumentano la vincita potenziale e la varianza, non il valore atteso.
Le quote più alte indicano un'occasione migliore?
Indicano una probabilità implicita più bassa, cioè un evento considerato meno probabile. Dicono qualcosa sulla convenienza solo se confrontate con le quote di altri operatori sullo stesso mercato.