
Campione d'Italia è un'exclave: territorio italiano completamente circondato dal Canton Ticino, affacciato sul lago di Lugano e separato dal resto del Paese. La sua storia amministrativa è antica, la sua storia economica moderna comincia nel 1917.

Perché una casa da gioco proprio lì
La casa da gioco nasce durante la Prima guerra mondiale, in un contesto molto particolare: un luogo italiano in mezzo a un Paese neutrale, frequentato da diplomatici di entrambi gli schieramenti. L'apertura risponde a una logica che con il gioco ha poco a che vedere, e che riguarda l'osservazione dei movimenti internazionali.
Chiusa nel primo dopoguerra, la casa da gioco riapre nel 1933 e da quel momento diventa la base dell'economia locale. La posizione, il regime valutario particolare e la clientela svizzera e internazionale ne fanno per decenni una delle case da gioco più grandi d'Europa per superficie.
| Anno | Fatto | Conseguenza |
|---|---|---|
| 1917 | Prima apertura | Nasce l'attività che definirà il comune |
| 1933 | Riapertura stabile | Comincia la fase di crescita |
| 2007 | Inaugurazione della nuova sede | Struttura fra le più grandi d'Europa, investimento molto oneroso |
| 2018 | Fallimento e chiusura | Perdita dei posti di lavoro e crisi del bilancio comunale |
| 2022 | Riapertura | Ripresa dell'attività su scala ridotta |
Il 2018: come si ferma un'economia comunale
Il dissesto arriva alla fine del luglio 2018 con la dichiarazione di fallimento e la chiusura immediata. Le cause indicate nelle ricostruzioni sono più d'una: l'onere della nuova sede inaugurata nel 2007, il calo dell'affluenza, la concorrenza del gioco a distanza e una struttura di costi dimensionata su ricavi che non si sono più visti.
L'effetto sul comune è immediato e sproporzionato rispetto alla dimensione dell'azienda, perché il bilancio comunale dipendeva in misura determinante dai trasferimenti della casa da gioco. Centinaia di posti di lavoro scompaiono in una comunità di poco più di duemila abitanti, e l'ente locale entra in una crisi finanziaria che richiede un intervento normativo dedicato.
La riapertura e la questione doganale
L'attività riprende nel gennaio 2022, dopo tre anni e mezzo di chiusura e un percorso giudiziario e amministrativo complesso, con una struttura di costi molto più contenuta e un organico ridotto rispetto al passato.
Nel frattempo era cambiato un altro elemento decisivo: dal 1° gennaio 2020 Campione d'Italia è entrata nel territorio doganale dell'Unione europea, chiudendo un'anomalia che durava da decenni. Il regime fiscale particolare che aveva accompagnato la storia dell'enclave, e con essa quella della casa da gioco, si è modificato in modo sostanziale.
Una lezione che vale oltre Campione
La vicenda è il caso di studio più chiaro su che cosa comporti la dipendenza di un'intera economia locale da una sola attività. La casa da gioco aveva retto un comune per novant'anni; la sua chiusura ha richiesto una legge per gestirne le conseguenze.
Domande frequenti
Dove si trova Campione d'Italia?
È un comune italiano della provincia di Como, completamente circondato dal territorio svizzero del Canton Ticino, affacciato sul lago di Lugano.
Perché il casinò ha chiuso nel 2018?
Per il fallimento della società di gestione, dichiarato nel luglio 2018. Fra le cause indicate figurano l'onere della nuova sede, il calo dell'affluenza e una struttura di costi non più sostenibile.
Il casinò ha riaperto?
Sì, nel gennaio 2022, dopo circa tre anni e mezzo di chiusura, con un organico e una struttura di costi ridotti rispetto al periodo precedente.
Quali sono le altre case da gioco italiane?
Oltre a Campione d'Italia operano Sanremo, Venezia e Saint-Vincent. Sono autorizzate da norme speciali che derogano al divieto generale di esercizio delle case da gioco.