
Car sharing significa uso condiviso di un parco veicoli da parte di più persone che non ne sono proprietarie, con pagamento legato al tempo di utilizzo. La definizione sembra scontata finché non si prova ad applicarla: fra un'auto presa per dodici minuti in centro e una presa per un fine settimana da un vicino di casa la differenza pratica è enorme, e il nome è lo stesso.
La distinzione dal noleggio tradizionale non sta nel principio, che è identico, ma nella granularità e nell'attrito. Il noleggio ragiona in giorni, ha un banco, un contratto firmato e un orario di apertura. Il car sharing ragiona in minuti, non ha un banco e funziona alle tre di notte.
Il modello free floating
È quello che la maggior parte delle persone ha in mente. I veicoli non hanno una postazione: stanno parcheggiati dove li ha lasciati l'utente precedente, dentro un'area operativa disegnata dall'operatore, e si prendono e si lasciano ovunque dentro quel perimetro.
Il vantaggio è la libertà del viaggio di sola andata. Il difetto è la disponibilità, che segue i flussi della città: alle otto del mattino i quartieri residenziali si svuotano di veicoli e il centro si riempie, e alle diciannove accade l'opposto. Gli operatori correggono lo squilibrio con squadre di riposizionamento e con tariffe promozionali sulle zone in eccesso.
Il modello a postazione fissa
Qui il veicolo ha un posto assegnato e ci torna. Si prenota in anticipo, si ritira dalla postazione e si riconsegna nella stessa, il che rende il servizio adatto ad andata e ritorno e inadatto alla sola andata. In compenso la disponibilità è prevedibile: se la prenotazione esiste, il mezzo c'è.
È il modello storicamente più diffuso nei centri medi e nei servizi nati da convenzioni con enti pubblici, perché richiede una flotta molto più piccola per funzionare. Molte esperienze italiane fuori dalle grandi città hanno avuto questa forma.
Car sharing fra privati e car sharing aziendale
Il terzo modello mette in relazione proprietari privati e conducenti: l'operatore è una piattaforma che gestisce prenotazione, pagamento e copertura assicurativa, mentre l'auto resta di chi la possiede. I prezzi tendono a essere più bassi e la varietà dei mezzi molto maggiore, ma la consegna richiede un incontro o una procedura di ritiro concordata.
Il quarto è quello aziendale, spesso chiamato corporate. Un'impresa mette a disposizione dei dipendenti una flotta condivisa per gli spostamenti di lavoro, sostituendo le auto assegnate e i rimborsi chilometrici. Fuori dall'orario di ufficio alcune di queste flotte vengono aperte anche all'uso privato, ed è il punto in cui i due mondi si toccano.
| Modello | Dove si riconsegna | Punto di forza | Limite |
|---|---|---|---|
| Free floating | Ovunque nell'area operativa | Viaggi di sola andata | Disponibilità variabile per zona e ora |
| Postazione fissa | Nella stessa postazione | Disponibilità prevedibile | Obbliga al ritorno al punto di partenza |
| Fra privati | Dal proprietario | Prezzi bassi, molta varietà | Ritiro e riconsegna da concordare |
| Aziendale | Nella sede o nel polo assegnato | Sostituisce l'auto di servizio | Accesso limitato al personale |
Una domanda che chiarisce tutto
Prima di iscriversi a un servizio conviene farsi una domanda sola: il mio viaggio tipico è di sola andata o di andata e ritorno? La risposta esclude immediatamente metà dell'offerta e rende il confronto molto più semplice.
Le operazioni concrete, dalla registrazione alla chiusura della corsa, sono descritte nella pagina come funziona; l'organizzazione dietro le quinte in il sistema.
Domande frequenti
Car sharing e noleggio sono la stessa cosa?
Giuridicamente si tratta in entrambi i casi di locazione di un veicolo senza conducente. La differenza sta nell'unità di tempo fatturata, nell'assenza di un banco fisico e nel fatto che il car sharing include di norma carburante e assicurazione nella tariffa.
Il car sharing è più ecologico?
L'effetto ambientale dipende da cosa sostituisce. Se prende il posto di una seconda auto di famiglia il bilancio è favorevole; se prende il posto di un tragitto a piedi o in tram è sfavorevole. Gli studi sul tema concordano sul principio e divergono sulle quantità.
Da quando esiste il car sharing?
Le prime cooperative di uso condiviso nascono in Svizzera e in Germania fra gli anni Ottanta e i primi anni Novanta. In Italia il modello arriva alla fine degli anni Novanta in forma a postazione fissa e si diffonde nella versione free floating a partire dal 2013.
Serve un'età minima?
Sì, e varia fra servizi: il requisito più comune è avere almeno diciotto anni e una patente conseguita da uno o due anni. Alcuni operatori applicano un supplemento ai conducenti sotto i ventitré anni, come nel noleggio.